Piramidi e poeti
Si riparte!
Oggi finalmente sono uscito da un'incredibile odissea durata quattro giorni e che vi spieghero' in un prossimo post. Avrete gia' intuito dai miei riferimenti ai siti non visitati.
Stamattina ho potuto riprendere in mano il mio itinerario. Le perdite sono pesanti: Chavin de Huantar, Sechin, Kuelap. Con Tiahuanaco e Machu Picchu e' un bel bottino... da soli meriterebbero un viaggio in Perú.
Stamattina sono stato al Valle de las Piramides di Túcume e al Museo Bruning di Lambayeque.
Come vi avevo anticipato piu' volte, il nord del Peru', archeologicamente, e' forse la zona piu' interessante. Il sud e' molto piu' pubblicizzato, per via di Cusco e Machu Picchu, ma nei dipartimenti settentrionali c'e' una quantita' impressionante di siti, mediamente piu' antichi di quelli del sud, altrettanto ben conservati e di una varieta' che forse al sud non c'e'. Il Departamento Lambayeque, dove mi trovo adesso, e' uno dei fulcri di tutto cio'. E' la culla delle Culture preincaiche Mochica, Lambayeque e Chimú. Il sito Chimú piu' importante e' Chan Chan, che forse recuperero' nei prossimi giorni, vicino a Trujillo, nel dipartimento La Libertad. Túcume e' un sito Lambayeque, Chimú e Inca. E' una valle piuttosto arida (almeno oggi) ma circondata da boschi e campi coltivati. In mezzo alla valle sorge una piccola montagna che si chiama Cerro Purgatorio, o Cerro de la Raya. Dal mirador della montagna si possono vedere le 26 piramidi di adobes che compongono il sito. Dall'esterno non sono molto appariscenti, a parte le dimensioni, che sono davvero impressionanti. Infatti, il termine "piramidi" non deve ingannare. Non sono niente di simile ai monumenti egiziani, e nemmeno a quelli messicani e guatemaltechi. Qui viene chiamata piramide qualsiasi costruzione realizzata su due o piu' livelli. Da fuori sembrano montagne di fango, perche' le intemperie ed i secoli a questo le hanno ridotte. Per capire di che si tratta bisogna entrare. Ma per entrare bisogna che gli scavi siano aperti al pubblico, e quelli di Túcume, per il momento, non lo sono.
Tuttavia...
Dietro le quinte di uno scavo
Raggiungo il pueblo di Túcume nel modo piu' economico possibile, cioe' evitando i tour organizzati e viaggiando in combi. Le combi sono specie di furgoncini che fanno percorsi fissi per pochi soles (Chiclayo-Túcume sono circa 35 km e mi costa poco piu' di 3 soles andata e ritorno). C'e' una persona che apre e chiude il portello per far salire e scendere la gente e ad ogni fermata grida dove siamo e dove va la combi. E' il modo piu' economico di viaggiare in Peru', ma non sempre e' disponibile.
All'interno stesso del pueblo sorge la Huaca Chotuna, un'altra piramide di adobes. Dove mi lascia la combi, prendo una moto-taxi che per 2 soles mi porta alle piramidi (al ritorno il sol sara' uno solo).
Mi rivolgo alla bigliettaia, il biglietto per il sito ed il piccolo museo costa 8 soles.
-¿Se pueden visitar las piramides?-
-No, las piramides solo se pueden ver desde el mirador, porque todavia están trabajando en la conservación del sitio... se podrá visitar en diciembre-.
-Perdone, señorita, yo soy arqueólogo, estoy viniendo de Italia justamente para ver los sitios de esta zona... ¿no puedo hablar con alguien que me haga entrar?-
Le mostro la tessera dell'Associazione Nazionale Archeologi, che naturalmente in Peru' non ha il minimo valore... e nemmeno in Italia se e' per questo :-)
-Ay, no sabria decirle señor... quizás preguntando a los arqueólogos que están allá...-
-¿Y el precio para ver las piramides del mirador es igual que para la visita normal?-
-Sí...-
-Ay pero ocho soles para ver las piramides desde arriba es demasiado...-
-Mire, le puedo hacer pagar tres solcitos solamente... pero cállese, no se lo diga a nadie...-
E cosi' entro pagando tre soles anziche' otto: prima parte del piano riuscita.
Appena dentro il boschetto che precede la valle, mi avvicino ai tavoli del ristorante all'aperto che c'e' li' e chiedo se c'e' qualche archeologo con cui parlare. Mi indicano un tizio che si sta allontanando. Mi avvicino e ripeto la scena con la bigliettaia, chiedendo che mi permetta di vedere gli scavi.
-Ve hasta la Huaca Larga, y di que tienes el permiso del arqueólogo Marcos Rodriguez para visitar las axcavaciones-.
E cosi' visito gli scavi dall'interno, con archeologi, operai e restauratori come guide.
La Huaca Larga e' una cosa indescrivibile. Huaca in quechua indica contemporaneamente un sito magico, religioso o dotato di un qualche potere secondo la tradizione, e il personaggio umano o divino che a quel sito e' legato. L'intero territorio peruviano e' disseminato di huacas e anticamente esistevano percorsi processionali che toccavano tutte le huacas dell'impero incaico. Alcune huacas sono costruite dall'uomo, altre sono rocce, laghi, fiumi... sulle Ande quasi ogni cima e' una huaca. Ci sono huacas che hanno funzione di tempio, altre che avevano per le civilta' del passato un valore politico ed altre ancora che semplicemente ricordano il luogo in cui secondo il mito ha avuto origine un popolo, una stirpe, un casato e un villaggio. Gli Inca avevano naturalmente inglobato nel loro sistema politico-religioso le huacas delle culture precedenti. E' quindi molto difficile tradurre huaca con parole come tempio, rovina, sito, palazzo, ecc.: ad ognuna manca qualcosa. Ad esempio, Pachacamac, a Lima, e' un'importantissima huaca, ma e' anche una importantissima divinita' la cui influenza si estende ben al di la' del territorio limeño.
La Huaca Larga e' una cosa immensa. Lunga 700 metri, larga circa 200, alta non so quanto. Contiene piazze, gradinate, muraglie, affreschi, cimiteri, torri di controllo. E nella valle ci sono altre 25 piramidi... Capito cosa intendevo parlando dei siti del nord?
Mi hanno fatto vedere las tumbas de las tejedoras, il muro affrescato con gli uccelli mitici, le sovrapposizioni delle pietre incaiche agli adobes chimú... l'unica cosa che non ho potuto vedere e' il tempio della piedra sagrada, perche' quello e' proprio chiuso fisicamente. Dentro la Huaca non ho né filmato né fotografato (per quello il permesso non l'ho avuto... non esageriamo).
Poi sono salito al mirador e da li' ho ripreso e fatto qualche foto. Dopo un pranzo di fronte al bosco a base di ceviche, cabrito e chicha dulce, sono andato a Lambayeque, al museo Bruning. Piccolo ma molto interessante. Giustamente famoso. La sala degli ori mochica e' sbalorditiva: vedrete le immagini appena possibile.
Omerica, o della Vera Letteratura
Al mio ritorno a Chiclayo avevo un irresistibile desiderio di tuffarmi nei meandri del Mercado Modelo: un labirinto, un mondo, una realta' parallela. Ho visto il mercato di Cerro de Pasco, quello di Huaraz, mi hanno colpito moltissimo. Ma questo e' un oceano. Quasi stride con la citta', che e' la piu' occidentale fra quelle visitate sinora. Chiclayo ha qualcosa di Milano, il suo mercato ha l'aria di Napoli. Venditori di sementi, macellai, lustrascarpe, botteghe artigianali, bancarelle di abbigliamento, banchi in cui si vendono frullati preparati al momento, barbieri che tagliano i capelli accanto a tavoloni in cui si servono piatti di carne o di pesce, una signora che prepara i cioccolati di fronte a te e te ne vende quattro a un sol, un ragazzo che vende churros... ¿qué son los churros? dulces. Li provo. Se siete ghiotti di dolci non provate i churros. Io per i dolci non mi sveno, e per miracolo sono riuscito a fermarmi a tre. Una prelibatezza: cinquanta centimos l'uno, e Chiclayo e' una citta' cara. E poi c'e' chi vende valige, chi piccoli elettrodomestici, chi pesce fresco, chi giocattoli, chi libri... mi fermo. Il Perú e' pieno di bancarelle di libri, non mi fermo quasi mai. Non so perche' proprio ora.
-¿Qué buscas joven?-
-Libros de Manuel Scorza-.
-Manuel Scorza... Manuel Scorza...-
-Redoble por Rancas, Garabombo el Invisible...-
-Ah ya ya... pero los tengo en el otro local...-
-¿Y cuándo me los puede traer?-
-Ahorita... ¿me esperas y cuidas los libros?-
-Claro-.
Ricorderete che i miei libri di Scorza in spagnolo li avevo regalati a don Agapito... Cosí aspetto il signore badando ai suoi libri. Torna dopo cinque minuti portandomi Redoble por Rancas e dicendomi che domani se ripasso mi fa avere qualcos'altro. Pago 5 soles, un terzo di quanto avevo pagato il libro a Lima.
Ma questo e' diverso.
E' un'edizione successiva, e nell'ultima pagina c'e' un epilogo scritto da Manuel Scorza cinque mesi prima di morire. Alcune delle cose che vi sono scritte le sapevo, altre no. E' un'ennesima conferma di quello che ho sempre pensato de La Guerra Silenciosa: che e' una di quella rare opere la cui grandezza e' l'essenza stessa della letteratura, e va molto al di la' del talento letterario dell'autore.
Aquí está.
EPILOGO 1983
Un día del mes de junio 1983, doña Pepita Montenegro, esposa del juez Francisco Montenegro, fue secuestrada de su hacienda "Huarautambo" por combatientes de Sendero Luminoso. Fue ejecutada luego en una plaza pública de Yanahuanca departamento Cerro de Pasco, en los Andes Centrales donde transcurren Redoble por Rancas y todos libros de "La Guerra Silenciosa".
"Los protagonistas, los crímenes, la traición y la grandeza casi tienen aquí sus nombres verdaderos... ciertos hechos y su ubicación cronológica, ciertos nombres han sido excepcionalmente cambiados para proteger a los justos de la justicia", advierte la Noticia que precedió Redoble por Rancas en 1970.
El todopoderoso feudalismo agrario sobrevivía entonces, casi intacto, en las cordilleras de los Andes Centrales. (Comenzaba apenas la reforma Agraria del Gobierno Militar Revolucionario) Posible era nombrar a los héroes de "La Guerra Silenciosa". Imposible a los que provocaban los excesos que aquí se narran.
Nombré, sí, al existente Héctor Chacón, el Nictálope. ¿Qué podía perder un prisionero condenado a 20 años en una Colonia Penitenciaria amazónica? Pero el sorpresivo eco de este libro también sacudió al Perú. El 28 de julio de 1971 el Presidente del Perú Juan Velasco Alvarado amnistió a Héctor Chacón.
El novelista Guillermo Thorndike reveló en el diario Correo de Lima (julio-agosto, 1971) que el verdadero nombre del juez de Yanahuanca Francisco Montenegro, era Francisco Madrid. El de su temida, todopoderosa, legendaria esposa - que en este libro aparece fugazmente -, pero cuyos asombrosos hechos cuentan mis novelas El jinete Insomne y Cantar de Agapito Robles era, en realidad, Alcira Benavides de Madrid.
En 1975 el general Francisco Morales Bermúdez derrocó al general Velasco Alvarado. Para anunciar que "La Reforma Agraria era un hecho irreversible" consideró necesario proclamarlo en un Consejo de Ministros celebrado en el pueblo de Rancas.
En 1978, pretendidos personajes me enjuiciaron por "difamación y calumnia". El ex subprefecto de Yanahuanca, Américo Ledesma, se sintió reconocido en el Subprefecto Arquímedes Valerio y reclamó perjuicios de 500.000 dólares. No obstante ser suma sin precedentes en el Derecho Peruano, el Poder Judicial amparó la demanda. Pero se probó que el acusador era instrumento de partidos políticos otrora vinculados a la "Cerro de Pasco Corporation". La Corte Suprema me absolvió en abril de 1978.
Pero la intrusión de la realidad no cesó. En enero de 1982, durante el "Simpósium de Narrativa Peruana" celebrado en la Universidad de Huamanga, en la ciudad de Ayacucho, ya desgarrada por otra guerra campesina, el antropólogo Juan Rivera informó que Garabombo - personaje de Garabombo, el Invisible - era reverenciado como jirca (divinidad protectora) del cerro Jupaicanán. La comunidad de Tusi - informó también - sustenía que los imaginarios ponchos mágicos de la imaginaria Doña Añada existían en esa comunidad cuyas hazañas cuenta La Tumba del Relámpago.
La realidad acaba de escribir el sangriento epitafio de Pepita Montenegro, mujer del juez Francisco Montenegro. Desconozco los detalles del drama acaido en las cordilleras de las serranías peruanas que hoy asola, desgarradoramente, la guerra civil. La comunidad de Yanacocha la había perdonado, pero, aparentemente, eso no extinguió todos los rencores.
Indiferente a la voluntad del autor, la realidad de que nacieron estas novelas sigue (y acaso seguirá) escribiendo capitulos que nunca figuraron en "La Guerra Silenciosa".
MANUEL SCORZA
París, 24 junio 1983





un segnale
Tutto bene a quanto vedo.
A presto
p.
nostalgias
He seguido tu viaje con gran interes pero tanmbien con las ganas de encontrarte.Me has llenado de imagenes desconocidas pero profundamente vividas por mi en otro sendero.Tu viaje para ti corto pero que para mi ha sido muy largo me hace recordar a una poesia que escribi tantos anos atras.
" Tengo un cansancio largo que me llega desde los ojos hasta el momento mismo del pie sobre la tierra.....etc.etc. etc.
Te espero.
churros
Los churros existen tan bien en Arghentina son de pasta hecha con harina y agua que se ponen a freir. E sta pasta se entroduce antes en un aparatito especial che los hace salir en forma de tubo. Arriba le ponen azucar . Son richissimos seguramente mejores que los peruanos. Son tanbiem una bomba para l'higado. Comer tres son pocos hay que comer mas. Se acompagna con una taza de chocholate. Possiamo giustamente chiamare Scorza novello Omero delle Ande.
Piu' di tre churros non e'
Piu' di tre churros non e' possibile... non per me. Dopo tutto quel dolce devo rimediare con papas rellenas (sono nel chiosco affianco). La descrizione quadra tranne il cioccolato. Solo che i churros peruviani sono ripieni di crema :-)
immagini...
queste piramidi di adobe sembrano uscite da un libro...jeje...vera letteratura...vera realtá...hai letto "TERRA!" di Stefano Benni?
le immagini con cui racconti il mercato mi ricordano il Nicaragua...mi fanno sorridere, con un po' di nostalgia...
sin duda la realidad sigue escribiendo novelas, a la vez, manuel scorza ha sido un excelente interprete y traductor de ella...EPILOGO 1983 ne è un succinto esempio
grazie
NB: in Spagna los churros sono molto comuni, si mangiano con la cioccolata, ma sono una bomba nel fegato! quelli peruviani devono essere sicuramente altra cosa...
ah! per dare maggior vigore alla tua analisi sulla differenza del costo della vita e la relatività dei prezzi: a madrid un ceviche costa 10-12 euro, un lomo salteado 8. se un sol sono circa 0,80 euro, la comida è 10 volte más barata!!!
Non ho letto Terra! pero'
Non ho letto Terra! pero' la mia espressione Vera Lettratura non era contrapposta alla realta', ma quelle opere che non incidono sulla realta' perche' la realta' non incide su di loro (ovviamente non e' mia, e' di Brecht).
Sui churros la risposta e' la stessa che ho dato a proposito di quelli argentini. Per quanto riguarda il costo della vita... cala gopai: un sol non vale circa 0,80 euri ma circa 0,25. Con 10 euri in Peru' mangi dai 2 ai 10 ceviches, secondo quanto e' caro il quartiere in cui ti trovi.
E pensa che la Bolivia e' ancora piu' economica...
matematica
amauta, un giorno hai mangiato lomo salteado per 3 soles e hai scritto che sono circa 80 centesimi di euro.
"Giusto un piccolo aggiornamento prima di visitare Arequipa: ieri ho cenato con primo, secondo e bevanda: minestra e lomo saltado: 3 soles... ossia 70-80 centesimi"
se io lo pago 8 euro, vuol dire che in perú lo posso mangiare 10 volte. esattamente come succede con el ceviche. non intendevo che un sol vale 25 eurocent.
chiaramente tutto questo discorrere sulla convenienza dei prezzi perucas (come offensivamente chiamano los argentinos a los peruanos ;-) ) è interessante se alla fine in perù sei possidente come Don Castillo, ma se sei como Ñaño no ddu sciu...
Non intendevi che un sol
Non intendevi che un sol vale 80 centesimi vorrai dire... pero' e' quello che hai scritto :-) Ora ho capito: volevi dire che UN PRANZO vale 80 centesimi. In effetti e' cosi': 2,5-3 soles e' il prezzo piu' basso per un menu' fisso economico in uno di questi locali che ci sono qui che aprono dall'ora di pranzo alle 5-6 di sera. Poi ce ne sono altri un po' meno popolari in cui i prezzi salgono di qualche sol... diciamo fino a 8-10. Un gradino piu' su ci sono i posti come "El Cevichito", la cevicheria indicatami da Yolanda a Lima, dove il ceviche va dai 15 ai 20-20 soles circa. E poi ci sono i ristoranti veri e propri, dove se proprio vuoi puoi anche pagare un cuy chactado 40 soles.
Ho visto che tu scrivi lomo salteado... in Spagna si chiama cosi'? Qui la e non la mettono.
Quanto a Ñaño, non credere che sia tanto sprovveduto economicamente... e' un allevatore di cavalli, e se i cavalli che ho visto a Pomac sono i suoi ne ha un bel po' :-)
mi correggo... quei locali
mi correggo... quei locali non aprono dall'ora di pranzo, ma da prima. Servono anche la colazione.