Huayllacancha

Il tassista che mi accompagna a Huayllacancha e' un ragazzo.
Ho attraversato Rancas in dieci minuti ed e' vero quello che racconta Scorza: nessuno viene a Rancas. Qui tutto ti respinge, ho persino incontrato il primo cane aggressivo da quando sono n Peru'. Comunque inoffensivo. Come questo villaggio. Rancas non c'entra niente con Yanahuanca, e' vicinissimo a Cerro de Pasco. Nella Plaza Simon Bolivar c'e' un dipinto della strage di Huayllacancha: quella di Fortunato, della vecchia Sulpicia, del personero di Rancas.
Huayllacancha e' una pampa deserta, desolata. Non c'e' nulla, non c'e' nessuno, non ti viene voglia di rimanere. Il tassista mi dice che i comuneros della strage del 2 maggio 1960 erano forse 1600. Ma la lapide ne ricorda tre:
Alfonso Rivera Rojas
Silveria Tufino Herrera
Teofilo Huaman Travesano

Cosi' Sulpicia si chiamava Silveria. Chissa' se era vecchia. O forse non si chiamava Sulpicia... fors sono io che ricordo male e Sulpicia era di Yanacocha... non e' lei che dice al Nittalope "Bada a te, Hector!"?
I ricordi mi si acavallano come i morti e i racconti contraddittori.
E chi e' dei due Fortunato? Troppo complicato chiedere al tassista, e poi che differenza fa?
Il vento e' gelido. Torniamo a Rancas, e da li' a Cerro, e poi attendo per quattro ore il bus: a Lima il mondo somiglia ancora a quello che conosco.
Arrivo a Lima alle 4,20 del mattino e parto alle 7,00 per Caral.

sulpicia

Sulpicia :anche io ricordo questo nome, ma è vero cosa importa il nome è la storia che parla. Ho sentito tanta tristezza nelle righe su Rancas. Dopo i lampi dell'incontro con don Agapito la desolazione respingente di questo paese. perchè è così desolato come fa ad essere così vicino e così diverso dagli altri pueblos?

Rancas e' vicino alla

Rancas e' vicino alla citta', Cerro de Pasco, non ai pueblos. Tambochaca, Chinche, Yanahuanca, Yanacocha sono vicini tra loro ma lontani dalla citta'. Anche vicino a Rancas ci sono pueblos, come Yanacancha, ma non ho visto come sono.