Caral
Mi avevano detto: a Caral ci vuole molta immaginazione.
Sono i momenti in cui capisco che di archeologia devo averne vista tanta, perche' ai miei occhi quella citta' sembra ancora viva. E' una cosa indescrivibile.
Si raggiuge attraverso una lunga strada sterrata lungo la valle di un fiume che a un certo punto bisogna guadare in macchina. Ti accompagnano interminabili piantagioni di canne e di varie altre colture. Per un attimo pensi di essere nella zona della selva, invece sei lungo la pampa costiera, Departamento Lima. Quando arrivi sei in mezzo al deserto, e il sito e' cosi' grande che anche all'interno ci si sposta in macchina. Ingresso 11 soles, guida poco meno. Intorno ai 4-5 euri. Dal punto di vista archeologico, come scoperta, vale diverse decine di Machu Picchu.
L'hanno scoperta nel 1996. Nel '97 sono iniziate le pubblicazioni, ma ancora oggi e' scavata solo per un 30%. Dopo l'inizio degli scavi, gli archeologi peruviani hanno chiesto aiuti finanziari alle universita' statunitensi. Gli scavi hanno avuto un'accelerata. Poi, un bel giorno, Ruth Shady Solis (che dal nome sembra statunitense, ma e' peruvianissima), la direttrice del progetto, legge un'articolo su una rivista specializzata in cui gli archeologi americani si vantano di essere gli scopritori di Caral. Fine della collaborazione e statunitensi a casa. Calo dei fondi, rallentamento degli scavi.
Ho rivisto anche le immagini (che da Huaraz, dove sono adesso, non posso mandarvi): niente da fare, non rendono. Bisogna essere li', affianco a quel menhir, la pietra huanco, e girarsi a 360 gradi: sei circondato dalle piramidi. Sono in tutto nove, piu' una piazza circolare di 30 metri di diametrro. La piramide Mayor e' alta trenta metri, le altre variano: 15, 18, 20... Poi ci sono le abitazioni, l'altare del fuoco, le scalinate, tutto in pietra, tutto originale.
E' un sito edificato nel 2900-2700 a.C. (si possiedono 42 datazioni al C14). Cio' significa che retrodata di circa un millennio l'inizio delle societa' complesse nel continente americano, riportandolo all'epoca di fenomeni analoghi in Asia ed Africa. E sposta il centro propulsore piu' antico delle societa' complesse americane dal Messico al Peru'. Verso il 1800 a.C. e' stato abbandonato. Piu' o meno in quell'epoca si forma la Cultura Chavin, nelle Ande centro-settentrionali, la prima cultura omogenea dell'intero Peru'. Alcuni studiosi pensano che ci sia continuita' tra Caral e Chavin. La ragione dell'abbandono, secondo le ipotesi, sarebbe la solita recrudescenza della siccita' che gli archeologi di qui invocano come causa della scomparsa di molte civilta' della costa.
Verso il 1200 d.C. il sito e' stato rioccupato dalla cultura Chancay, ma senza riutilizzo: i nuovi arrivati si sono limitati a rispettare i luoghi antichi coprendoli di terra... cioe' di sabbia.
La cosa piu' incredibile, per chi si muove in base a schemi mediterranei, e' che Caral e' un sito aceramico. Di metalli poi non se ne parla... Hanno trovato tessuti, tecniche costruttive sviluppatissime, persino i quipu (le cordicelle annodate tipiche dell'epoca incaica: 1400-1500 d.C.), ma niente ceramica.
Volevo che la visita non finisse mai.





*v*
ah già.. c'è Sipan... giusto ??
:D
wow
finalmente!!!
cosa vedrai dopo Caral?? cosa potrai mai vedere dopo Caral? ;-)))
*v*
Ci sarebbe stato Chavin, la
Ci sarebbe stato Chavin, la Delfi delle Ande. Poi Sechin, un tempio in pietra con i rilievi giganti sulla facciata. E poi Chan Chan, la citta' di mattoni di fango piu' grande del mondo.
Non ho visto niente di tutto questo, al mio ritorno vi spieghero' perche'. Forse Chan Chan lo recupero, grazie ad un incontro fortunato... ma non so.
Sto per partire per Chiclayo, dove ci sono Sipan, Sican, Tucume e Batan Grande. Non so se e cosa vedro' di tutto cio'. So che non vedro' Kuelap, la fortezza preincaica a 3000 metri d'altitudine. Pero' non mi lamento, qui a Huanchaco sto facendo incontri che compensano.
Ormai sto per tornare. Chiclayo sara' l'ultima tappa, a parte Lima naturalmente.
Amauta